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La risposta dem a Trump: il discorso integrale di Joseph Patrick Kennedy III

Dopo il discorso sullo Stato dell’Unione, come è consuetudine, il partito d’opposizione ha fatto il proprio, rispondendo al presidente Trump.
I leader del Partito Democratico hanno affidato la risposta a Joseph Patrick Kennedy III, rappresentante 37enne del Massachussets, imparentato con i mai dimenticati Kennedy.

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Il discorso è un attacco alla retorica e alla politica di Trump: dalla sua visione della società come una somma zero, alle politiche sull’immigrazione e sanità.
Quello di Kennedy è un discorso che incita alla resistenza e a combattere politicamente per affermare i valori in cui la comunità democratica crede, marciando per le città con la Women’s March, all’affermarsi della campagna #MeToo o al movimento “Black Lives Matters”.

Buona lettura!

Buonasera a tutti, signore e signori.

E’ un privilegio essere con voi stasera. Siamo qui a Fall River, in Massachusetts – una fiera città americana, costruita da immigrati. Dai materiale tessili ai robot, questo è il luogo che sa come creare grandi cose. Gli studenti che sono qui con noi stasera, nell’autoshop della Diman Regional Technical School, portano avanti quel ricco lascito. Come molte città americane, Fall River ha affrontato la sua parte di tempeste. Ma le persone di qui sono forti. Lottano le une per le altre. Fanno il tifo per la propria città. (Questo) è un luogo appropriato per riassumere come la nostra nazione rifletta lo stato dell’Unione.

Questo è un compito difficile. Molti hanno vissuto l’anno appena passato ansiosi, arrabbiati, impauriti. Sentiamo tutti la linea di confine di un Paese fratturato. Sentiamo tutti la voce degli Americani che si sentono dimenticati o abbandonati. Vediamo un’economia che fa volare in alto le azioni, fa gonfiare i portafogli degli investitori e fa aumentare i profitti delle società, ma fallisce nel dare ai lavoratori la loro giusta parte di ricompensa. Un governo che si sforza per rendere ciò possibile.

La Russia immersa fino al collo nella nostra democrazia. Una guerra senza frontiere contro la protezione ambientale. Un Dipartimento della Giustizia che ridimensiona i diritti civili giorno dopo giorno. L’odio e il suprematismo che marciano fieramente per le nostre strade. Pallottole che lacerano le nostre classi, i nostri concerti, le nostre congregazioni. E quell’irrequieto  sentimento non ha a che fare con le credenze politiche: questo non è giusto. Questo non è ciò che siamo. Sarebbe facile liquidare l’anno passato come “caos”. Partigianeria. Politica.

Ma è molto più di questo. Questa Amministrazione non sta attaccando le leggi che ci proteggono – loro stanno attaccando l’idea che siamo tutti degni di protezione. Per loro, la dignità non è qualcosa di connaturato a ciascuno dalla nascita, ma qualcosa che si può misurare. In base al valore netto, alla celebrità, ai titoli, alla folla che vi segue. Senza contare il genere del vostro coniuge. Il paese di nascita. Il colore della pelle. Il Dio che pregate.

I loro traguardi sono un insulto al nostro più alto ideale americano: la credenza per cui siamo tutti degni, siamo tutti uguali e contiamo tutti. Agli occhi della nostra legge e dei nostri leader, del nostro Dio e del nostro governo. Questa è la promessa americana. Ma oggi quella promessa si sta rompendo. Grazie ad un’Amministrazione che spietatamente valuta la nostra dignità e decide a chi deve dare un taglio e chi può essere negoziato. Stanno trasformando la vita americana in un gioco a somma zero. Dove, per far vincere l’uno, l’altro deve perdere. Dove possiamo garantire la sicurezza dell’America solo se tagliamo la nostra rete di sicurezza. Dove possiamo estendere le cure sanitarie al Mississippi solo se le distruggiamo in Massachusetts. Dove possiamo tagliare le tasse per le società oggi se le aumentiamo alle famiglie domani. Dove possiamo prenderci cura dei bambini malati solo se sacrifichiamo i Dreamers.

Siamo bombardati con una falsa scelta dopo un’altra: minatori o mamme single. Comunità rurali o città. La costa o l’entroterra.

Come se il meccanico di Pittsburgh, l’insegnante di Tulsa e il lavoratore di asilo nido di Birmingham siano in qualche modo amari concorrenti, piuttosto che reciproche vittime di un sistema vigorosamente manipolato da quelli che stanno in cima. Come se il genitore che rimane sveglio, terrorizzato che il proprio figlio transessuale possa essere picchiato e bullizzato a scuola sia più o meno legittimo rispetto al genitore il cui cuore è distrutto da una figlia nella morsa della dipendenza da oppiacei.

Perciò qui è la risposta che i Democratici offrono stanotte: noi scegliamo entrambi. Lottiamo per entrambi. Perché la più forte, la più ricca, la più grande nazione del mondo non può permettersi di lasciare qualcuno indietro.

Noi scegliamo un miglior accordo per tutti coloro che ritengono questo Paese la loro casa. Noi scegliamo il salario minimo, il congedo retribuito e l’assistenza sanitaria a buon mercato per i bambini che serve alla tua famiglia per sopravvivere. Noi scegliamo pensioni solvibili, accordi commerciali giusti, strade e ponti che non arrugginiranno, ed una buona educazione che potrete permettervi.

Noi scegliamo un sistema sanitario che offra misericordia, a prescindere che tu stia soffrendo di cancro, depressione o dipendenza. Noi scegliamo un’economia abbastanza forte che può vantarsi di quotazioni record e abbastanza coraggiosa da ammettere che non è giusto che i migliori CEO guadagnino trecento volte lo stipendio di un lavoratore nella media.

Noi scegliamo il Fall River. Noi scegliamo le migliaia di comunità americane le cui strade non sono pavimentate con potere o col privilegio, ma con impegno sincero, buona fede e la risolutezza di costruire qualcosa di migliore per i loro figli. Questa è la nostra storia. E’ iniziata il giorno in cui i nostri Padri e Madri Fondatori sono partiti alla volta del Nuovo Mondo, fuggendo dall’oppressione e dall’ignoranza. E’ continuata con ogni singola parola della nostra Indipendenza – l’audacia di dichiarare che tutti gli uomini sono nati uguali. Una premessa imperfetta per una nazione che si sforzava di diventare una unione perfetta.

E’ cresciuta con ogni vittoria delle suffragette, con ogni voce del Freedom Riders, con ogni anima sfinita che abbiamo accolto sulle nostre battigie.

E per tutti i Dreamers che sono sintonizzati questa notte, per essere chiari: ustedes son parte de nuestra historia. Vamos a luchar por ustedes y no vamos alejar. Voi siete parte della nostra storia. Combatteremo per voi. Non ce ne andremo via.

America, questa storia è sulle nostre spalle.

Avete invaso Washington per assicurarvi che nessun genitore dovesse preoccuparsi di non poter salvare la vita del proprio figlio. Avete orgogliosamente marciato insieme la scorsa settimana – migliaia e migliaia – per le strade di Las Vegas, Philadelphia e Nashville.

Vi siete seduti sulle spalle di vostra madre tenendo un cartello in mano con su scritto: “Costruite un muro e la mia generazione lo abbatterà.” Avete detto audacemente: “Me Too”. Avete detto con decisione: “Black Lives Matter”. Guardate inondazioni, combattete gli uragani, affrontate incendi e frane per salvare uno sconosciuto. Combattete le vostre personali e silenziose battaglie ogni singolo giorno. Trascinate i vostri corpi esausti per gli straordinari in modo che le vostre famiglie non sentano la morsa della scarsità. Lasciate i vostri cari a casa mentre difendete la nostra patria oltremare, o pattugliate i quartieri di notte.

Voi servite. Voi salvate. Voi aiutate. Voi curate.

Questo – più che ogni legge o leader, discussione o disaccordo – è proprio questo che ci spinge verso il progresso. I bulli potrebbero colpirvi una volta. Potrebbero lasciarvi il segno. Ma non sono mai, neanche una volta in tutta la storia degli Stati Uniti, riusciti a rispondere alla forza ed allo spirito delle persone unite nella difesa del proprio futuro. I politici possono essere tifati in base alle promesse che fanno. Il nostro Paese sarà giudicato in base alle promesse che manterremo. Questa è la misura del nostro carattere.

Questo è ciò che noi siamo. Dai molti, Uno.

Signore e signori, abbiate fede: lo stato della nostra unione è speranzoso, resiliente e duraturo.

Grazie mille.

Dio benedica voi e le vostre famiglie,

e Dio benedica gli Stati Uniti d’America.

Informazioni su diegocanaletti ()
Diego, classe '94, studente di Economia presso l'Università Bicocca di Milano. Sono sempre stato un appassionato degli Stati Uniti, ma l'interesse per la loro politica è nato quando ho scoperto House Of Cards. Nel tempo libero mi dedico ai videogiochi, al cinema e alla lettura.

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