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La marcia dei democratici verso lo Stato dell’Unione

Il discorso sullo Stato dell’Unione è da sempre il primo vero evento politico dell’anno: il Congresso si riunisce in seduta comune per ascoltare il Presidente enunciare quali sono le priorità e gli obiettivi da raggiungere.
Non è importante solo perché sancito dalla Costituzione (Art. II, Sezione III), ma anche perché andrà a disegnare i rapporti politici nel corso del successivo anno.

Oltre a questo, bisogna ricordare che il 2018 è l’anno delle midterm; la vetrina che fornisce un evento di questo tipo è di fondamentale importanza non solo per il Presidente e il partito che lo supporta, ma anche per l’opposizione che approfitta della cerimonia per pronunciare il suo contro-discorso dell’Unione.

Ampio risalto viene dato alle persone che i parlamentari decidono di invitare presso la Camera dei Rappresentanti, per ascoltare il discorso. Persone che diventano così il simbolo di lotte politiche e ideologiche che ogni giorno vengono affrontate tra quelle mura.

Alla luce di quanto esposto è dunque lecito domandarsi come si stanno preparando i democratici all’evento di martedì sera, forti della vittoria in Alabama a dicembre e delle vittorie elettorali di novembre. Per il Partito Democratico ogni momento e gesto viene misurato in vista delle elezioni di metà mandato nella speranza di riuscire a conquistare la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

La risposta

Come consuetudine, due risposte verranno date al Presidente, una in inglese e una in spagnolo. La prima sarà di Joe Kennedy, rappresentante 37enne del Massachusetts, Joe è nipote di Robert “Bob” Kennedy già Segretario alla Giustizia durante l’amministrazione Kennedy. Nancy Pelosi, leader di minoranza della Camera (D-Calif.) ha descritto Kennedy come “un implacabile combattente per i lavoratori americani” in grado di capire profondamente le trasformazioni che i lavoratori stanno affrontando, a differenza del Presidente Trump reo di aver “disatteso le promesse verso la classe media“.

La risposta in lingua spagnola è stata invece affidata a Elizabeth Guzman, la prima donna immigrata ad essere eletta nella Camera dei Delegati della Virginia. Pelosi l’ha definita “un’avvocatessa rispettata e leader di una comunità che rappresenta il meglio degli ideali della nostra nazione“.

Una risposta del tutto personale verrà data da Maxine Waters (D-Calif.) ospite a “Angela Rye’s State of Union” in onda su BET. A Waters si uniranno altri attivisti e funzionari eletti che discuteranno del primo anno della presidenza.

Gli ospiti

Come detto in precedenza saranno diversi i parlamentari che hanno invitato persone di spicco a presenziare alla cerimonia martedì sera.

La Rappresentante Nydia Velázquez (D-N.Y.) ha dichiarato che avrà come ospite la moglie di Ravi Ragbir, immigrato e attivista per i diritti attualmente detenuto. Ragbir è stato arrestato durante un controllo di routine presso l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) a New York all’inizio del mese. Diciotto persone sono state arrestate, inclusi due membri del consiglio comunale di New York City per le proteste fuori allo Jacob K. Javits Federal Building dopo l’arresto di Ragbir.

Alcuni rappresentanti democratici inviteranno le vittime di abusi sessuali. Tra questi c’è Jackie Speier (D-Calif.) che ha dichiarato di aver invitato la fondatrice del movimento #MeToo, Terana Burke.

Tornando su un altro tema che tradizionalmente infuoca l’agone politico degli U.S., quello relativo al possesso personale delle armi, tra gli ospiti dei democratici al discorso di Trump vi sarà, in qualità ospite di Dan Kildee (D-Michigan), anche Jeffery Hawkins, un pastore che da anni lotta contro la deregolamentazione del possesso d’armi, avendo subito in prima persona la morte di due figli a causa delle armi libere.

La battaglia per la regolamentazione delle armi è storica: la Corte Suprema è arrivata ad equiparare il diritto ad un’arma alla libertà di espressione; mentre i democratici, già con Hillary Clinton candidata Presidente, proposero una normativa più stringente per i requisiti per l’accesso al porto d’armi. L’argomento è tornato prepotentemente al centro del dibattito dopo le stragi del Pulse ad Orlando (49 morti) e a Las Vegas (59 morti). In un’America la cui sicurezza è fortemente minata dal privato uso delle armi per finalità illecite, i democratici opporranno a Trump una restrittiva regolamentazione come l’unica scelta ragionevole.

Lo stesso Joe Kennedy accompagnerà un’ospite, la soldatessa statunitense transgender Patricia King. Etichettabile da alcuni come mera provocazione verso l’atteggiamento omotransfobico e intollerante dell’amministrazione Trump. I democratici sedendo accanto alla King intendono dimostrare che la dedizione nel servizio militare non è questione di orientamento sessuale o identità di genere, dopo le dichiarazioni di Trump sul “disagio” che si proverebbe ad avere soldati appartenenti alla comunità, più in generale, LGBT. “Patricia King” dichiara Kennedy “rappresenta la parte migliore e più coraggiosa del nostro Paese”.

Il boicottaggio e le proteste

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Novità 2018 del discorso sullo Stato dell’Unione è il boicottaggio che verrà portato avanti dai rappresentanti democratici. Sono diversi, infatti, i parlamentari che hanno annunciato di non voler presenziare alla cerimonia. Tra questi figura la già citata Maxine Waters: «Perché dovrei usare il mio tempo per stare seduta e ascoltare un bugiardo? Qualcuno che mente davanti ai fatti, qualcuno che cambia il suo umore di giorno in giorno. Cos’ha da dire che mi dovrebbe trovare interessata?». Ha poi continuato affermando: «Non gli credo, non lo apprezzo e non voglio sprecare il mio tempo ascoltando quello che ha da dire. Non merita la mia attenzione».

John Lewis (D-Ga.) è un altro rappresentante che non parteciperà alla cerimonia, a seguito delle “incredibili” dichiarazioni del Presidente su Haiti e i Paesi Africani: «In buona coscienza non posso essere nella sua stessa stanza dopo quello che ha detto a proposito di molti americani. Non posso. Non sarei onesto con me stesso».

Earl Bluemenauer (D-Ore.) farà altrettanto: «Piuttosto che ascoltare un altro distruttivo e divisivo discorso di Trump, non parteciperò all’annuale discorso al Congresso. Invece, come feci durante l’inaugurazione, lavorerò qui a casa ascoltando gli abitanti dell’Oregon su cosa ne pensano dello Stato dell’Unione».

Un’altra assente sarà Frederica Wilson della Florida: «Andarci significherebbe onorare il Presidente e non penso che meriti di esser onorato in questo momento dopo esser stato così odioso nei confronti dei neri e degli stati neri, Haiti e l’intero continente africano. Fa male e ha portato la Casa Bianca al livello più basso e non penso meriti essere onorato con la mia presenza».

Le donne democratiche presenti in sala, invece, saranno vestite di nero in solidarietà con le vittime degli abusi sessuali.

Si preannuncia un discorso già al centro di critiche e controversie. I democratici non faranno sconti, su questo non vi è dubbio. Bisognerà capire se Trump cederà alle loro rimostranze o continuerà verso per un continuo scontro frontale.

Informazioni su diegocanaletti ()
Diego, classe '94, studente di Economia presso l'Università Bicocca di Milano. Sono sempre stato un appassionato degli Stati Uniti, ma l'interesse per la loro politica è nato quando ho scoperto House Of Cards. Nel tempo libero mi dedico ai videogiochi, al cinema e alla lettura.

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