IN EVIDENZA

Trump salverà i “dreamers” in cambio del muro

Per l’amministrazione Trump l’agenda del 2018 si apre con importanti cambiamenti sul tema dell’immigrazione.

Lo scorso anno The Donald aveva annunciato la fine del programma DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) voluto da Obama, bloccandolo effettivamente e dando al Congresso il 5 marzo come data di scadenza per accordarsi su una legge che risolvesse il problema.

Embed from Getty Images

Attualmente negli Stati Uniti risiedono 780.000 “dreamers”, bambini giunti in territorio americano al seguito dei genitori che tentavano di immigrare clandestinamente. Bambini cresciuti coltivando il sogno americano, istruendosi al pari dei propri coetanei a stelle e strisce, adattandosi alla loro cultura.

Lo scorso Lunedì il Presidente ha ritenuto doveroso convocare una sorta di summit – ovviamente davanti alle telecamere -, con alcuni membri della maggioranza e dell’opposizione, per proporre ai democratici un compromesso a proposito dei “Dreamers”: Donald Trump è intenzionato a legare la legittimazione di questi giovani al finanziamento di 18 miliardi di dollari per la costruzione del muro ai confini del Messico, definendo questa azione come <<unica garanzia che un nuovo flusso di clandestini non ricominci ad infiltrare il paese subito dopo la legalizzazione di quelli oggi in circolazione>>.

I dem si sono rivelati disponibili a prendere provvedimenti per la sicurezza della frontiera, ma intervenendo in altre maniere, non solo riguardo all’immigrazione, anche per il traffico di droga e delle armi, ad esempio adoperandosi direttamente in territorio messicano affiancando il lavoro di contenimento delle autorità locali.

Questa “apertura” è ovviamente costata molto, in termini di popolarità rispetto ai propri elettori, al Presidente, il quale ha dichiarato: <<Pazienza. Sopporterò il calore, sono nato per questo>>.

Ma l’ottimismo sulla soluzione di uno dei grandi drammi sociali ed economici esplosi nell’America trumpiana è stato temperato da nuove polemiche: la doccia fredda è arrivata quando il giudice William Alsup di San Francisco ha emesso una sentenza, di 49 pagine, che intima l’amministrazione a ripristinare il programma di azione differita per l’infanzia (DACA). Grazie a questo provvedimento i giovani immigrati potranno ora presentare richieste di rinnovo dei permessi e il governo sarà tenuto a informare che il programma è ancora una volta attivo. La decisione potrebbe essere ribaltata solo se annullata da un Tribunale Superiore.

Riguardo a questo intervento del giudice californiano Trump si è espresso utilizzando questi toni: <<E’ proprio un sistema malato quello che permette al solito circuito giudiziario di interferire con le mie decisioni, in attesa di sconfitte in appello>>.

Ora si tratta di vedere se il Presidente riuscirà a ricomporre la situazione, per ottenere un risultato di compromesso che sarebbe davvero storico.

Riccardo Boccolucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: