IN EVIDENZA

Galassia Repubblicana – Los Latinos: Marco Rubio

Cenni biografici: la corsa alle primarie

Di umili origini, nato nel 1971 a Miami da genitori cubani, è sposato con Jeanette Dousdebes e ha quattro figli. Nel 2000 inizia una carriera politica che rapidamente lo porta a rivestire il ruolo di speaker della Camera della Florida, fino a raggiungere Washington D.C nel 2011, eletto come senatore. La sua buona popolarità porta il Partito Repubblicano a chiedergli di candidarsi alla presidenza nel 2012, offerta che però rifiuta.

Decide tuttavia di percorrere quella strada quattro anni dopo, gareggiando alle primarie repubblicane. Come candidato, Rubio aveva diverse frecce nel suo arco. Piaceva all’establishment, in quanto saldamente conservatore e pienamente in linea con la filosofia del Partito, sapendo però apparire moderato e “presidenziale” nei toni e nei comportamenti. Era giovane, a fronte di un Partito che appariva sempre più “vecchio e distante” – tratto in comune anche con quelli che erano i due candidati democratici – . Era ispanico,fatto importante – e che lo diverrà ancora di più in futuro -, per un Paese che ha una fetta di popolazione ispanica sempre più vasta, la quale, oltre ad essere tendenzialmente di opinioni conservatrici, avrà un peso sempre maggiore al momento del voto.

Con le dovute eccezioni, mi piace inoltre accostare la sua candidatura a quella di John Kennedy: entrambi giovani e cattolici – sebbene l’aspetto religioso non abbia ostacolato Rubio quanto invece ostacolò JFK, d’altronde i tempi erano diversi – .

Ebbene, Rubio si è ritirato dalle primarie quando era in terza posizione con l’11% dei voti, impotente di fronte al dilagare di Trump. Per buona parte delle primarie, si è vista proprio tra questi due una rivalità frontale, creando momenti, per così dire, non proprio edificanti – quali l’episodio dell’acqua e quello sulle dimensioni delle mani, che forse ricorderete – . Nonostante i suoi punti di forza, il senatore della Florida ha avuto diversi ostacoli nella sua corsa. Il momento più brutto è stato durante il dibattito prima del voto in New Hampshire, dove è stato messo ko dall’allora governatore Chris Cristie, che gli ha fatto sostanzialmente fare la figura del politico inesperto e che non ha mai affrontato problemi pratici nella sua carriera congressuale. Nelle settimane a venire, Rubio è riuscito comunque a rimanere in piedi, realizzando anzi una performance molto buona contro Trump in un dibattito successivo, sapendo che quello doveva essere il momento per affrontarlo frontalmente:

Il Super Tuesday – giorno in cui si è votato in 11 Stati – è stato però una mazzata per Rubio, che si sarebbe ritirato pochi giorni dopo, in seguito alla sconfitta subita nella sua Florida: lo Stato da cui sperava di ottenere un riscatto gli ha invece dato il colpo di grazia.

Attualmente, ricopre ancora la carica di senatore, avendo rivinto il seggio nel novembre 2016, posizione da cui non ha mancato di rivolgere critiche alla Presidenza, sebbene sui dossier più significativi non abbia mancato di dare la sua collaborazione.
Posizioni politiche

Rubio è saldamente conservatore, tanto da avere una media di 95 punti su 100 (dove 100 è massimamente conservatore) nel ranking della American Conservative Union– sì, gli americani sono fissati con queste statistiche e punteggi – . Sul piano economico è nettamente liberista: enfatizza la necessità di ridurre le imposte, è favorevole al commercio internazionale (anche al TPP) ed è attento all’equilibrio nel bilancio pubblico. Nei temi sociali è pro-life e anti-abortista a tutto tondo, pro-armi,contrario ai matrimoni gay. Un parziale distacco rispetto alle posizioni tradizionali del Partito lo si vede sul fronte immigrazione, in cui Rubio si mostra più morbido sulla legalizzazioni degli ispanici illegali elemento che in campagna elettorale lo accomunava a Jeb Bush, segno di come una parte del GOP stia diventando più attenta verso questa parte di popolazione e di elettorato – .

In politica estera Rubio ha posizioni nettamente da “falco”, tanto da essere definito “The Neocon Man”dalla rivista “The National Interest”. Sulla necessità di contrastare la Russia, non potrebbe essere più eloquente, dato che aveva definito Putin “un gangster, un personaggio del crimine organizzato che amministra un Paese”. Quanto al Medio Oriente, è favorevole a bombardare l’ISIS, a supportare ribelli moderati che lottano contro Assad ed è contrario all’Iran Deal. Infine, vuole un dietrofront rispetto alla politica di Obama di normalizzazione con Cuba – idee, queste ultime due, su cui il GOP degli ultimi anni è perentorio – .

Rubio ha mostrato una sostanziale coerenza tra le posizioni manifestate durante le primarie e la linea tenuta in Senato dopo le elezioni, come dimostrano, ad esempio, il suo sostanziale appoggio al Tax Plan – anche se sta esortando a renderlo più favorevole alla classe media – e dell’abrogazione di Obamacare, nonché l’appoggio alle sanzioni contro Mosca, e la linea dura contro Corea e Iran.

Curiosità

  • Nella lunga faida avuta con Trump durante le primarie, Rubio non ha mancato di rifilare qualche colpo al futuro Presidente, come in questa circostanza, dove ha dimostrato notevole sagacia e prontezza di riflessi… divertimento assicurato.

https://www.youtube.com/watch?v=i9Z-it0popU

  • Rubio aveva sempre dichiarato che i suoi genitori emigrarono da Cuba per fuggire dal regime di Castro, quando invece avevano lasciato l’isola già prima della dittatura comunista. La bugia viene però scoperta – e rinfacciata – nel 2011
  • In uno dei suoi spot elettorali, ad essere mostrato non è lo skyline di una classica città americana come sarebbe lecito aspettarsi, bensì quello di Vancouver, con tanto di bandiera canadese (e qui la cosa viene fatta presente).

Eh sì, alle volte nelle campagne elettorali americane queste cose capitano – ma forse anche questo le rende così interessanti e vivaci – .

Antonio Pilati

Informazioni su antoniopilati ()
Da Brescia, classe 1995. Sono studente di Scienze politiche internazionali. Amo da sempre la storia, di qualsiasi periodo, e la geografia, soprattutto nel fare ricerche sui vari Paesi e le loro caratteristiche. Sono molto interessato agli Stati Uniti sotto ogni aspetto, in quanto Paese che ritengo avvincente e unico: non solo differente rispetto a qualsiasi altro, ma anche estremamente variegato al suo interno. Sono inoltre appassionato di calcio, di videogiochi strategici, di viaggi -specialmente per le grandi città-, che adoro preparare con la massima precisione. Per “The American Post”, mi occupo del Partito Repubblicano e curo la “Rubrica storica”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: