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Galassia Repubblicana – Los Latinos: Ted Cruz

Cenni biografici, Obamacare, primarie

Rafael Edward “Ted” Cruz nacque in Canada nel 1970, da un predicatore evangelico di origini cubane e da madre di origini irlandesi (ed italiane). Senatore dello Stato del Texas dal 2013, è sposato con Heidi Nelson, dalla quale ha avuto due figli.

Ted Cruz saltò agli onori di cronaca nel 2013, quando, nel tentativo disperato di tagliare i fondi per l’Obamacare, tenne un lunghissimo discorso di ben ventuno ore in Senato; per questo suo immenso sforzo fu lodato da moltissime associazioni conservatrici, riuscendo ad ottenere la nomination come finalista per diventare la “Persona dell’anno” di Time (poi persa).

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La sua notorietà come senatore lo resero il candidato perfetto per le primarie del GOP 2016. Abbastanza popolare tra i conservatori e gli evangelici e ben quotato nei sondaggi, era comunque ampiamente staccato da Donald Trump. Il fatto di essere un latino, per quanto molti abbiano criticato questa sua rivendicazione come un po’ opportunistica, visto che Cruz non ha dimestichezza con lo spagnolo (“ho il problema di tutte le seconde generazioni”, ha sostenuto), sarebbe stato utile per acquisire consenso in tutti quegli stati con forte presenza ispanica.

Dopo essere partito con una vittoria non troppo netta in Iowa, dove peraltro Cruz si guadagnò delle critiche per il comportamento abbastanza scorretto tenuto nei confronti di un altro candidato repubblicano, Ben Carson (il senatore, infatti, nella speranza di poter guadagnare voti, aveva dichiarato che alla fine Carson non avrebbe partecipato alle primarie), il senatore è stato travolto dal Trump train assieme a tutti gli altri candidati. Tra tutti, Cruz fu forse quello a reggere meglio agli attacchi del tycoon, inseguendolo stabilmente in seconda posizione e riuscendo a vincere in alcuni stati con forte presenza di evangelici.

Non sono mancati ovviamente i colpi di scena e le scenette comiche durante la campagna; ad esempio, Cruz ebbe un’accesa discussione con Rubio in merito alla questione immigrazione. Palesemente piccato dall’insinuazione di Rubio sulla sua “scarsa” (nulla) conoscenza dello spagnolo, il senatore del Texas ha tentato di difendersi mettendo insieme un paio di parole in spagnolo.

L’ultimo tentativo, non tanto per aggiudicarsi le primarie, quanto per cercare di arginare il dilagare di Trump, fu l’alleanza con John Kasich, governatore dell’Ohio: ciascun candidato si sarebbe ritirato in quegli stati dove l’altro era favorito, almeno per impedire a Trump si guadagnare un numero di delegati sufficienti per poter blindare il risultato. Di fronte all’inefficacia di questo sotterfugio, a quel punto Cruz decise di ritirarsi, concludendo con un poco onorevole “votate secondo la vostra coscienza” – fruttatogli qualche mugolio di disapprovazione da parte del pubblico – durante la convention del GOP a Cleveland, Ohio (senza fornire apertamente il proprio endorsement a Donald Trump, cosa che farà solo in un secondo momento).

Attualmente rimane Senatore del Texas, seggio che sarà oggetto di elezioni durante le mid-term 2018.

Posizioni politiche

Ted Cruz rappresenta una delle voci più alla destra del Partito Repubblicano, con un punteggio di 100 su 100 nel ranking del 2015 della American Conservative Union. Chiaramente favorevole allo small state e decisamente liberista in economia, lo stesso Cruz si definisce un “constitutional conservative” (una formula utilizzata anche diverse volte dal noto senatore del Kentucky Rand Paul, attestato su posizioni più libertarie). Il Senatore del Texas si dichiara contrario ad un aumento del salario minimo, è moderatamente favorevole al libero scambio – ha assunto infatti posizioni abbastanza attendiste sul TPP – e propone, naturalmente, una vigorosa diminuzione delle tasse per tutti gli americani.

A differenza di Marco Rubio, Cruz propone una linea decisamente dura nei confronti dell’immigrazione, e si è immediatamente pronunciato contro i permessi forniti da Barack Obama ai giovani immigrati irregolari presenti sul territorio statunitense – i “dreamers“. Favorevole alla costruzione del Muro al confine con il Messico, ha proposto a Donald Trump di far pagare ad El Chapo ed a tutti gli altri “signori della droga” la costruzione dell’infrastruttura: una proposta audace per far sì che alla fine sia sempre il Messico a pagare. Circa l’accoglienza dei rifugiati, è stato ancora più duro di Donald Trump: se quest’ultimo infatti ha dichiarato di voler bloccare l’accesso negli Stati Uniti agli islamici, Cruz al contrario si è detto favorevole all’accoglienza di tutti i rifugiati, purché cristiani.

Cruz, dopo la boutade alla Convention, si è avvicinato sempre di più al Presidente, e ne ha sostenuto in misura progressivamente maggiore la politica, tanto da entrare sotto l’ala “protettrice” di Steve Bannon, il quale ha promesso di appoggiare la candidatura di Cruz alle primarie per le mid-term 2018, senza spalleggiare un altro candidato anti-establishment come invece accadrà a McConnell ed a tutti gli altri “RINOs”, e come è già accaduto a Luther Strange nella rovinosa tornata elettorale in Alabama.

Tra le altre cose, Ted Cruz è decisamente conservatore anche sul piano sociale: è favorevole al de-finanziamento di Planned Parenthood ed alla proibizione tout court dell’aborto (tranne nel caso in cui la vita stessa della donna sia in pericolo). Sebbene sia contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, ritiene in ogni caso che debbano essere gli Stati a decidere, anziché la Corte Suprema.

Scontata la posizione pro-armi, testimoniata anche dal punteggio molto alto (A+, il massimo)attribuito a Cruz dalla National Rifle Association  – ovvero quella associazione che rappresenta gli interessi della tanto decantata lobby delle armi –  nel suo personalissimo ranking.

In politica estera Cruz occupa una posizione poco definita, né troppo isolazionista, né troppo interventista (sotto certi aspetti ricorda molto le posizioni del Presidente Trump): è contrario difatti all’intervento in Siria in favore dei ribelli anti-Assad, sebbene abbia più volte dichiarato di voler distruggere l’Isis. Come Trump e molti repubblicani, ha criticato l’accordo stipulato da Barack Obama con l’Iran, e si mantiene su posizioni nettamente filo-israeliane, con un occhio di riguardo nei confronti dei cristiani in Medio Oriente. Da buon figlio di un esule cubano, ripudia qualsiasi tentativo di avvicinamento al regime castrista.

Curiosità

  •  Ted Cruz in questo video ci offre una ricetta innovativa per preparare il bacon senza dover sporcare la cucina:

https://www.youtube.com/watch?v=EaZGaJrd3x8

  •  In questo video invece il senatore fa sfoggio delle sue doti venatorie, senza lasciare a casa però i tappi per le orecchie:

https://www.youtube.com/watch?v=0i-9D92bzu8

  •  Concludiamo inoltre con un video che dà ragione alla famosa frase di Donald Trump: “Think big, and dream even bigger!”:

https://www.youtube.com/watch?v=vt-vG_TdOT4

Vincenzo G. Romeo

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