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Chiusura basi, industria nazionale e missili nucleari nel messaggio al senato di Trump

Double exposure of saluting soldier on USA grunge flag. Vintage, retro style. Patriotic design

Mentre si continua a discutere del S. 1519 National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale (FY) 2018, ovvero la legge di bilancio per la Difesa approvata e proposta dal Senato, l’amministrazione Trump interviene per segnalare la propria posizione su svariati temi che sono al centro del dibattito tra Congresso e Amministrazione negli ultimi giorni proprio in vista delle trattative definitive sul bilancio della Difesa tra i due organi. Trattative che si preannunciano piuttosto lunghe.

In particolare il messaggio è indirizzato al Senate Armed Services Committee presieduto dal senatore repubblicano dell’Arizona John McCain.

Nel preambolo vengono riaffermati i numeri fin qua proposti dal Congresso, in particolare viene sottolineato l’accordo già trovato per le spese correnti e di investimento superiori di 36 miliardi rispetto a quanto richiesto dalla stessa amministrazione (per un totale di 631 miliardi di dollari), così come si sottolinea il fatto che per le spese per le operazioni oltre mare siano stati destinati 60 miliardi (4 miliardi e mezzo in meno rispetto a quanto richiesto). Tutto questo in un ambito generale di riduzione delle spese non militari per non incidere sulle future generazioni.

Vengono inoltre riaffermati alcuni impegni presi dalla legge proposta come l’accordo con Palau, la revisione degli audit interni al Dipartimento della Difesa e l’autorizzazione per le spese contro l’ISIS.

Ecco alcune delle criticità principali individuate dall’amministrazione Trump rispetto alla legge attualmente proposta:

  • La chiusura delle basi.

I senatori McCain e Reed in particolare si sono battuti per avviare un nuovo round di chiusura basi, tale manovra è appoggiata dal Pentagono nell’ambito della razionalizzazione delle forze e lo stesso Trump si è detto a favore. Attualmente la legge di autorizzazione S.1519 NON prevede tale impegno, anzi, lo impedisce. La proposta di McCain e Reed quindi incassa il supporto della Casa Bianca, ma l’argomento è molto sensibile data la ricaduta per le comunità locali e perciò la strada per l’approvazione di questa nuova proposta rimane in salita.

  • Centri di fabbricazione di combustibile ossido misto

Dietro questo strano termine si cela uno dei modi per smaltire il plutonio tramite una miscela di uranio e plutonio utilizzabile in certe centrali nucleari. La costruzione degli impianti è stato un vero e proprio salasso per il contribuente americano negli anni passati e non ha portato a risultati degni di nota e l’amministrazione Trump vuole chiudere il programma. Anche in questo caso sono forti le resistenze locali (ed industriali) ed in Senato il programma continua ad essere sostenuto, nonostante richiederà ancora 12 miliardi di dollari al Dipartimento dell’Energia per essere completato, più un ulteriore miliardo all’anno per la gestione degli impianti.

  • Azioni contro l’ISIS e supporto all’opposizione siriana

L’amministrazione pur apprezzando l’aumento di autorità della stessa rispetto alla possibilità di costruire piccole basi temporanee per obiettivi di protezione forze e operazioni in Iraq e Siria obietta sull’obbligo di dover comunicare 30 giorni prima le iniziative al Congresso, limitando la flessibilità dell’apparato militare.

  • Paghe, case e lavoratori esterni della Difesa

Da che mondo e mondo la paga a fine mese è uno degli argomenti più importanti ed in questo caso il Congresso e l’amministrazione Trump sono in disaccordo. Il Congresso infatti ha posto limiti importanti alla possibilità del presidente di effettuare aggiustamenti sulle paghe base. Maggiori limiti sono stati posti dal Congresso anche alla possibilità di ottenere appartenenti dalla Difesa per i suoi membri, in particolare se una famiglia è composta da due militari in servizio questo rende la famiglia non rientrante nella possibilità di accedere al servizio. Altra cosa a cui l’amministrazione si oppone in quanto andrebbe a colpire il morale della truppa.

La proposta di legge di bilancio pone limiti numerici piuttosto rigidi al personale esterno (in particolare viene limitata la possibilità di assumere contractors) ed inoltre interviene sulla struttura di vertici del Dipartimento della Difesa andando a colpire il personale anziano di vertice. L’amministrazione se ne dice contraria.

  • Guam

Su Guam si intrecciano due questioni ambedue derivanti dallo spostamento di forze da Okinawa a Guam. La prima è il Guam Oversight Council, una autorità interforze che dirige varie attività in particolare relative alle aree di addestramento. Il Senato vorrebbe che la responsabilità del GOC fosse trasferita dal vice segretario del Dipartimento della Difesa al segretario della Marina. La seconda questione riguarda il numero di lavoratori civili necessari: l’ampliamento delle forze militari a Guam richiederà ulteriori 2300 lavoratori per completare e mantenere le infrastrutture necessarie.

Nella prima questione l’amministrazione Trump si oppone fermamente a questo spostamento di responsabilità proprio per garantire l’efficacia interforze del GOC che verrebbe meno assegnandola alla Marina, per la seconda questione si richiedono invece maggiori come richiesto senza i quali verrebbe messo a rischio il patto con il Giappone per la restituzione di parte dei terreni di Okinawa.

  • Cyberspace, Cybersecurity, and Cyberwarfare

La questione del contendere in questo caso è sulla richiesta del congresso di formulare policy su questi tre argomenti, la presidenza si oppone in quanto la formulazione di policy legherebbe le mani al Presidente limitandone lo spazio decisionale.

Sempre nel campo della cybersecurity viene contestata la richiesta del Senato che sia il Dipartimento della Difesa ad occuparsi della sicurezza informatica dei sistemi elettorali dei singoli stati in quanto inconsistente con il compito statutario del Dipartimento della Difesa e con le norme democratiche che regolano il rapporto dei militari con la politica statunitense.

  • Sviluppo di una forza nucleare intermedia. Sì, no, forse.

L’amministrazione Trump si dice contraria alla richiesta di avviare un programma per lo sviluppo di vettori intermedi su lanciatori mobili terrestri e che altre strade stanno venendo cercate per contrastare l’azione russa. L’amministrazione ha affermato che proibirà alcun finanziamento a tale tipo di sviluppo, ma poche righe dopo viene affermato che la stessa amministrazione supporta la ricerca e lo sviluppo nel campo dei vettori missilistici, inclusi quelli proibiti dai trattati (testuale), per decidere quale sistema sarà il più adatto. Da ricordare come a metà agosto la Boeing e la Grumman hanno ricevuto i fondi per continuare gli studi per la ricerca di un successore ai Minuteman III.

  • La Marina e le fregate LCS

Trump ha apprezzato l’impegno del Senato per la costruzione di nuove unità per la US Navy, ma ha contestato come solo una (al posto di due) fregata litoranea LCS sia stato proposto il finanziamento nel prossimo anno fiscale. Inoltre ha contestato l’aumento lineare dei fondi per le navi anfibie LPD-30, contestando come questo aumento generalizzato mette a rischio il controllo dei costi.

  • Industria

Forte opposizione alla possibilità assegnata al Segretario della Difesa di intromettersi nelle gare del Dipartimento della Difesa qualora ci sia solo una azienda partecipante. L’amministrazione vorrebbe che tale possibilità fosse assegnata al segretario della difesa solo dopo valutazione caso per caso.

Viene inoltre criticato l’obbligo richiesto dal Senato che alcuni beni relativi a programmi vari, come antidoti alle armi chimiche ed equipaggiamenti navali, siano di esclusiva produzione nazionale. Al contempo però si critica l’azione del Senato volta a superare il Berry Amendment che aprirebbe legislativamente parlando le porte ad acquisizioni di materiale estero per quanto riguarda l’elettronica ad uso individuale in quanto questo andrebbe a danno dei produttori US.

In generale non mancano i punti di dissenso tra Senato e Casa Bianca, ma i punti di dissenso per lo più non sono esistenziali e non sembrano essere al centro della discussione grandi programmi. Il vero punto su cui si giocherà maggiormente la discussione, almeno a livello di grande pubblico negli US, sarà quello sulla chiusura delle basi. Punto sempre molto controverso, per quanto necessario, e che tocca direttamente interessi politici locali e più in generale può intaccare il consenso politico popolare a cui Trump appare tenere molto.

https://www.whitehouse.gov/sites/whitehouse.gov/files/omb/saps1519s_20170907.pdf

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