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“Lust for life”, l’album di Lana Del Rey tra la paura è la speranza nell’America di Trump

Di Lana del Rey (nome d’arte di Elizabeth Woolridge Grant) vi abbiamo parlato qualche settimana fa sulla nostra pagina Facebook per aver ammesso, durante un’intervista, di aver lanciato una fattura su Donald Trump per indurlo a dimettersi.

A parte questo episodio, quali fossero le idee politiche della del Rey era un mistero: se abbiamo visto Katy Perry sul palco della Convention Democratica, se abbiamo visto Lady Gaga scrivere su tweet utilizzando l’hashtag #ImWithHer, se abbiamo visto Cher riferirsi a Donald Trump utilizzando l’emoji che rappresenta un gabinetto, Elizabeth Grant non ha mai fatto nulla di tutto questo. Fino a quell’intervista.
Ed è proprio nell’anno dell’insediamento del nuovo Presidente, che viene pubblicato il suo quinto album, chiamato “Lust For Life”, uscito il 21 luglio.

Non siamo un sito musicale e chi scrive quest’articolo in particolare non è un critico, per tanto non troverete la recensione dell’ultima fatica discografica di Elizabeth Grant.
Noi ci occupiamo però degli Stati Uniti d’America e Lust For Life è interessante perché, al proprio interno, contiene brani che parlano delle paure e delle speranze di una persona che non era preparata a vedere The Donald inquilino di quella dimora bianca che solletica l’immaginario mondiale da almeno 217 anni.

Coachella – Woodstock in my mind

La prima canzone di cui parleremo è “Choachella – Woodstock in my mind”, primo singolo promozionale (rilasciato il 15 maggio 2017) e traccia numero nove del disco.

Il 18 aprile, in un brevissimo video pubblicato su Instagram, Lana intonava l’inizio del ritornello. Ad accompagnarlo  c’era la seguente didascalia:

Non vi mentirò – ho avuto dei sentimenti difficili da spiegare riguardo al passare il weekend ballando e allo stesso tempo guardare le tensioni con la Corea del Nord aumentare.
Trovo che sia una camminata sul filo del rasoio tra l’osservare attentamente tutto quello che sta succedendo nel mondo e avere abbastanza spazio e tempo per apprezzare la bella Terra di Dio nel modo in cui dovrebbe essere apprezzata. Tornando a casa mi sono trovata costretta a visitare uno dei miei vecchi posti preferiti, un’autostrada ai confini del mondo dove mi sono presa un momento per sedermi vicino al boschetto di sequoie e scrivere una piccola canzone.
Volevo condividerla semplicemente augurandomi che un’individuale speranza e preghiera per la pace possa contribuire al suo raggiungimento nel lungo termine. Spero che tutti voi passiate una buona giornata, dalla California con amore.

L’inizio della canzone parla proprio delle tensioni sorte il giorno dopo la sua presenza al festival musicale Coachella, che si tiene annualmente in California, festival che nella testa della cantante si è trasformato nel festival storico di Woodstock, pietra miliare della cultura pacifista degli hippie e avvenuto agli inizi di un’altra amministrazione repubblicana, quella di Richard Nixon.

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I was at Coachella, leanin’ on your shoulder Ero a Coachella, appoggiata alla tua spalla
Watchin’ your husband swing in time Guardando tuo marito dondolare a tempo
I guess I was in it, ‘cause baby, for a minute Immagino fossì lì, perché baby per un minuto
It was Woodstock in my mind Ero a Woodstock nella mia testa
In the next mornin’, they put out the warnin’ Il mattino seguente, hanno dato l’annuncio
Tensions were rising over country lines Le tensioni stavano aumentando lungo il Paese
I turned off the music, tried to sit and use it Ho spento la musica, ho provato a sedermi e ad usare
All of the love that I saw that night Tutto l’amore che ho visto quella notte.

Si passa poi a quello che in genere viene definito “Pre-Chorus”, ovvero il pre-ritornello. Qui, ancora, si nota la preoccupazione della cantante per i giovani che ha visto quella sera e per i propri genitori, che potrebbero aver assistito al festival di Woodstock. La preoccupazione è tale che Lana ricorda perfettamente cosa indossavano e pregare per loro.

‘Cause what about all these children Perché cosa mi dici di tutti questi bambini?
And what about all their parents? E cosa mi dici dei loro genitori?
And what about all their crowns they wear E cosa mi dici delle corone che indossavano
In hair so long like mine? Sui capelli lunghi come i miei?
And what about all their wishes wrapped up like garland roses E cosa mi dici di tutti desideri avvolti come ghirlande di rose
Round their little heads? Attorno alle loro piccole teste?
I said a prayer for a third time Ho detto una preghiera per la terza volta.

Si giunge poi al ritornello.
Lana vorrebbe ricevere una risposta alle sue domande e vorrebbe farlo rivolgendosi all’unica entità che secondo lei è capace di darle una risposta: Dio. Per raggiungere il Paradiso, però, ha bisogno di una scala, e qui il riferimento a Starway to Heaven è palese. Lana però si spinge oltre e fornisce in qualche modo una risposta alla descrizione che ne fece Robert Plant, uno dei componenti dei Led Zeppelin, che descrisse la canzone come:

Una digressione cinica su una donna che ottiene tutto quello che desidera tutto il tempo senza però dare un minimo pensiero o considerazione.

Lana non vuole essere vista in questa maniera e proprio perché ha considerazione per il futuro, che vuole una risposta da Dio su cosa sta succedendo nel mondo.

I’d trade it all for a stairway to heaven Darei tutto per una scala per il paradiso
I’d take my time for the climb up to the top of it Prenderei tutto il mio tempo per raggiungere la cima
I’d trade the fame and the fortune and the legend Scambierei la fama e la fortuna e la leggenda
I’d give it all away if you give me just one day to ask him one question Darei tutto via se tu mi dessi un solo giorno per fargli una domanda.

Interessante è anche il secondo pre-ritornello, diverso dal primo.
Ci si interroga ancora sui bambini e sui figli a loro volta. È una forte apprensione per il futuro, ma è come se non se ne rendesse conto, arrivandosi a chiedere “Perché me lo sto chiedendo oggi?”. È come se fosse il subconscio a farle fare determinati pensieri.
Ma nonostante queste domande, questi pensieri, Lana sa che altri non è che un semplice individuo, sa di essere una modesta cantante e di non avere un reale potere sulle persone. Ma nonostante questo, spera, come scritto anche nel messaggio Instagram, che il suo piccolo contributo possa essere d’aiuto nella costruzione di un mondo migliore

What about all these children and all their children’s children E cosa mi dici di tutti questi bambini e dei loro figli
And why am I even wondering that today? E perché me lo sto chiedendo oggi?
Maybe my contribution could be as small as hoping Forse il mio contributo può essere piccolo come la speranza
That words could turn to birds and birds would send my thoughts your way Che le parole possano tramutarsi in uccelli e gli uccelli possano trasmettere i miei pensieri verso di te

Passiamo poi alla chiusura della canzone, di cui sottolineiamo due versi in particolare. Ancora il turbamento per il futuro che si sta delineando si fa palese e domanda perché il mondo stia andando in questo modo e se ci sarà un lieto fine.

Got a million things I wanna say Ho un milione di cose che vorrei dire
Like what’s it all for? Will it be okay? Perché tutto questo? Andrà tutto bene?

God bless America – And all the beautiful women in it

Passiamo poi alla canzone dieci dell’album, “God bless America – And all the beautiful women in it”.
Per capire al meglio però questo brano, è necessario leggere l’intervista che Lana del Rey ha rilasciato a Flaunt Magazine e che tratta in larga parte il tema della canzone.

Quando le Women’s March stavano avvenendo, io avevo già scritto la canzone perché avevo sentito molte cose online. Ho una sorella e un sacco di amiche che avevano tante preoccupazioni su ciò che i nostri leader dicevano e che i media riportavano. E ho visto questa reazione istantanea dalle donne ed ero “Wow. Non c’è alcun dubbio su come le donne si stiano sentendo riguardo lo stato della Nazione”.
Senza neanche provarci mi sono sentita obbligata nello scrivere una canzone e dire che eravamo tutte preoccupate. E mi ha fatto davvero pensare alla mia relazione con le donne. E sono fiera di me stessa, perché voglio bene alle donne nella mia vita. Mi prendo cura di loro, chiedo cosa pensano a proposito della musica, dei ragazzi, dei problemi e ho pensato che fosse bello essere nella loro stessa situazione.
A volte non lo sono. A volte mi ento come se avessi il polso della situazione e poi la mia musica viene rilasciata ed è tipo: “Cazzo, questa è una mancanza. Cazzo, questo non è quello che le persone sentono davvero”. Ma con questa ero davvero dove erano tutte.

L’intera canzone parla di solitudine e dell’insicurezza. Quell’insicurezza che spesso le donne possono avere camminando da sole per le strade della città. L’intero brano porta avanti due sensazioni, la prima che è una richiesta d’aiuto e la seconda, una forma di convincimento che sebbene in quel preciso istante possa essere da sola, fondamentalmente non lo è, riuscendo a percepire il braccio di un’altra donna che la cinge.
La prima sensazione, quella negativa, è ben descritta nei due versi.

Take me as I am, take me, baby, in stride Prendimi per come sono, prendimi, baby, senza innervosirti
Only you can save me tonight Solo tu mi puoi salvare questa notte
There’s nowhere to run, nowhere to hide Non c’è nessun posto dove andare, nessun posto dove nascondersi
You let me in, don’t leave me out, or leave me dry Lasciami entrare, non lasciarmi fuori o a bocca asciutta

O ancora:

Take me as I am, don’t see me for what I’m not Prendimi per come sono, non vedermi per quello che non sono
Only you can hear me tonight Solo tu puoi sentirmi stanotte
Keep your light on, babe, I might be standin’ outside Lascia la luce accesa, baby, potrei essere fuori
You let me in, don’t leave me out, or leave me dry Lasciami entrare, non lasciarmi fuori o a bocca asciutta

Mentre la seconda sensazione, quella positiva, è presente nei pre-chorus o nel bridge.

Even when I’m alone, I’m not lonely Anche quando sono da sola, non lo sono
I hear the sweetest melodies Sento le più dolci melodie
On the fire escapes of the city Alle uscite di sicurezza della città
Sounds like I am free (it’s got me singin’) Suona come se fossi libera (mi viene da cantare)
Even walkin’ alone, I’m not worried Anche camminando da sola non sono preoccupata
I feel your arms alla round me Sento le tue braccia attorno a me
In the air of the streets of the city Nell’aria, per le strade della città
Feels like I am free (it’s got me thinkin’) Mi sento come se fossi libera (E mi viene da pensare)
Even with you I’ve got no one to lose Anche con te io non ho nulla da perdere
So you’d better believe that nobody can make me feel lonely Perciò faresti meglio a credere che nessuno può farmi sentire sola
Because I hear (sweetest melodies) Perché io sento (dolci melodie)
Even when you talk that talk with the lights on Anche quando mi parli di te e siamo al centro dell’attenzione
I still somehow know that I’ll never feel, ever feel lonely Ancora in qualche modo so che non mi sentiro mai e poi mai sola
I have no fear Non ho paura

Il senso di insicurezza non è passato inosservato, ed è stato al centro di una domanda fatta da Alex Frank per Pitchfork:

Ti senti meno al sicuro?

Mi sento meno sicura di quando Obama era Presidente. Quando hai un leader in cima alla piramide che fa casino e battute su cose come queste, succede che le persone che hanno una propensione nell’essere violenti nei confronti delle donne vengano suscitati. L’ho visto giusto a L.A. camminando lungo le strade, le persone ti direbbero cose che io non avrei mai sentito.
Quando le persone prima mi chiedevano se ero femminista, rispondevo «Non sto affrontando una discriminazione perché donna. Mi sento come se fosse tutto ok. Faccio spettacoli proprio come fa The Weeknd. Ho un sacco di donne nella mia vita, le voglio bene e le supporto». Mi sentivo come se “Perché non parliamo prima della musica?”
Posso dirti che quello che ho fatto per le donne è raccontare la mia storia personale e questo è tutto quello che posso fare.

Nei primi due ritornelli, la cantante esorta le donne a rimanere “Forti e orgogliose come la Statua della Libertà che brilla tutta la notte”, per poi, sul finale, ampliare la platea di riferimento a tutte le bellissime persone che abitano in America, chiedendo che anche loro, a prescindere dal sesso, possano rimanere forti e combattere per quello in cui credono.

God bless America, and all the beautiful women in it Dio benedica l’America e tutte le bellissime donne che vi abitano
God bless America, and all the beautiful people in it Dio benedica l’America e tutte le bellissime persone che vi abitano
May they stand proud and strong like Lady Liberty shinin’ all night long Possiate rimanere forti e orgogliosi come la Statua della Libertà che brilla tutta la notte

A differenza di altre popstar, Lana del Rey non è mai stata femminista, elemento che stride con canzoni come questa. Il motivo al centro di questo cambiamento è tutto politico ed è evidenziato ulteriormente nella prossima canzone di cui parleremo.

Giusto alcuni anni fa avevi detto che non ti importava del femminismo e ora stai scrivendo canzoni di protesta e meditazione sulla guerra e sulla pace.

Perché le cose si sono spostate culturalmente. È più appropriato ora che durante l’Amministrazione Obama, dove almeno tutti coloro che conoscevo si sentivano al sicuro. Erano bei tempi. Continuavamo a stare meglio.

Le donne hanno cominciato a sentirsi meno al sicuro quasi istantaneamente sotto questa amministrazione. Cosa succederebbe se togliessero il Planned Parenthood. Se non riuscissimo ad avere pratiche di birth control?
Ora, quando le persone mi pongono queste domande mi sento in maniera leggermente diversa. Questa è la ragione per cui ho chiesto a Stevie Nicks di essere nel disco, perché lei cambia quando il suo sfondo cambia e sono così anche io.

When the world was at war we kept dancing

Undicesima canzone, e fine del trio di canzone legate alla situazione degli Stati Uniti.
Lana qui non le manda a dire e anche nell’intervista rilasciata a Flaunt Magazine, si interroga se Donald Trump farà affondare la nave che porta il nome di Stati Uniti d’America.

Beh, ho questa canzone che è abbastanza consapevole della preoccupazione generale e se questa è la fine di un’era. Si chiama “When the world was at war we kept dancing” (Quando il mondo era in guerra abbiamo continuato a ballare, ndt). Ma in realtà continuo ad essere indecisa se inserirla o meno nell’album, perché non voglio che le persone ascoltandola si sentano peggio invece che meglio.
Non è una canzone apatica. L’umore della produzione è davvero oscuro e non porta ad un lieto fine. E pone una domanda: è la fine dell’America o di un’era? Siamo davvero fuori tempo massimo con questa persona al timone della nave? Ci farà affondare?
Per me, il testo è un promemoria sul non spegnerci e chiuderci o sul non voler parlare di certe cose. È più sul rimanere vigili e continuare a ballare. Rimanete svegli.

E infatti nel ritornello Lana si pone ripetutamente la domanda: È la fine di un’era? È la fine dell’America?

Is it the end of an era? È la fine di un’era?
Is it the end of America? È la fine dell’America?
No, it’s only the beginnin’ No, è solo l’inizio
If we hold on to hope, we’ll have our happy endin’ Se rimaniamo aggrappati alla speranza, avremo il nostro lieto fine
When the world was at war before Quando il mondo era in guerra prima
We just kept dancin’ Abbiamo continuato a danzare

Il sito musicale Genius, ci fornisce un’interessante interpretazione dei due ultimi versi:

…Il movimento Hippie ha cominciato a promuovere le sue idee di pace e amore. Ai tempi c’erano ancora molte guerre – in particolare quella del Vietnam e la Guerra Fredda. Questo ha portato ad una serie di proteste portate avanti da questo movimento e dal movimento per i diritti civili, chiedendo una rivoluzione di amore e cambiamento.

Lana lo sa, dicendo che non è la prima volta che questo accade e incoraggia le persone a fare la stessa cosa. Metaforicamente usa la parola “ballare” come riferimento al movimento cauti e rimanere vigili in questa situazione sperando, comunque, per un risultato positivo.

 

Lana, nell’intervista a Pitchfork spiega anche nel dettaglio alcuni versi di una strofa.

Boys, don’t make too much noise Ragazzi, non fate troppo casino
Don’t try to be funny Non cercate di esser divertenti
Other people may not be understanding. Le alter persone potrebbero non capire

Questo si ricollega in larga parte a quanto abbiamo riportato nella canzone precedente, dove Lana del Rey accusa Trump di fare dell’umorismo su argomenti che possono stimolare le persone a fare violenza sulle donne. Ma entra ancora più nello specifico nell’intervista fatta a Pitchfork:

«Puoi abbassare tua retorica eccessiva che non sta funzionando?»

Sappiamo tutti che spesso il Presidente Donald Trump è criticato per l’utilizzo di modi di dire eccessivi e che sfiorano la violenza verbale, oltre a sfidare ogni precedente presidenziale.

Un altro passaggio interessante sulla canzone ci giunge sempre dalla stessa intervista:

È difficile essere romantici sull’America quando Trump è la più grande celebrità della nazione?

È certamente disagevole. Ho decisamente cambiato il mio punto di vista sui video che uso nei tour. Non intendo avere la bandiera americana quando canterò “Born to Die”. Non succederà. Avrò qualcosa di statico.
È un periodo di transizione, ne sono super consapevole. Penso che sia inappropriato andare in Francia con una bandiera americana. Mi imbarazza adesso – non lo faceva nel 2013.

Tutti i ragazzi nello studio – non sapevamo che avremmo cominciato ad arrivare ogni giorno e parlare di quello che stava succedendo. Non lo avevamo mai fatto prima, ma ogni giorno, durante le elezioni, ti saresti svegliato e una nuova orribile cosa stava succedendo. La Corea, con i missili improvvisamente puntati sulla Costa Ovest.
Con “When the World Was at War We Kept Dancing” mi stavo ponendo una grande domanda: può essere questa la fine di un’era? La caduta di Roma?

Lust For Life è uscito il 21 luglio 2017 in tutto il mondo sotto l’etichetta discografica Interscope. Metacritic ha assegnato un punteggio medio di 78 su 100 basato su 27 recensioni, che significa “recensioni generalmente favorevoli”.
In America, l’album ha debuttato alla prima posizione della classifica Billboard 200 e alla prima posizione della Top Alternative Albums, sempre di Billboard.

Informazioni su diegocanaletti ()
Diego, classe '94, studente di Economia presso l'Università Bicocca di Milano. Sono sempre stato un appassionato degli Stati Uniti, ma l'interesse per la loro politica è nato quando ho scoperto House Of Cards. Nel tempo libero mi dedico ai videogiochi, al cinema e alla lettura.

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