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Russiagate: report su Comey e Donald Trump JR

DONALD TRUMP JR NEL CICLONE RUSSIAGATE

Si infittisce l’indagine del Russiagate. Il 9 luglio il New York Times pubblica un report che rivela un possibile incontro avvenuto nel giugno del 2016 tra il figlio del presidente Trump, Trump Jr, Paul Manafort, l’allora capo del team elettorale di Trump, e il genero del presidente Jared Kushner. I tre si erano incontrati con un’avvocatessa russa, considerata molto vicina al Cremlino, Natalia Veselnitskaya.

Secondo il quotidiano statunitense l’incontro era avvenuto con l’intento di ottenere delle rivelazioni che, secondo la stessa avvocatessa, avrebbero potuto incriminare la allora candidata democratica Hillary Clinton.

Al momento non si sa se la legale russa abbia consegnato le rivelazioni ma l’incontro è sotto la lente del procuratore speciale per il Russiagate Robert Mueller III.

Lo stesso Donald Trump Jr, con un comunicato stampa, ha dichiarato che la Veselnitskaya si sarebbe messa in contatto con il team Trump affermando che aveva prove evidenti di un finanziamento russo in favore del DNC ( Partito Democratico) e della stessa Clinton.

Dalla Casa Bianca hanno affermato che il Presidente, attraverso la voce del suo legale, non era a conoscenza di questi incontri aggiungendo che il presidente Trump non ci ha partecipato.

L’inchiesta del NYT rivela il primo caso in cui sembra l’effettivo supporto finanziario, accettato dal team di Trump, da parte russa. Episodio chiave che verrà analizzato dal team del Russiagate di Mueller, evento che farà elevare la tensione già “bollente” del Russiagate.

Il supporto reale dei russi

Come hanno spiegato i reporter del Times la motivazione a cui Donald Trump Jr avrebbe partecipato, cioè le possibili rivelazioni scottanti sulla Clinton, potrebbe far luce sul tema principale su cui lavora l’indagine federale: il supporto economico e logistico dei russi con alcuni membri della campagna di Donald Trump. L’inchiesta del NYT rappresenta la prima indicazione sul fatto che alcuni membri della campagna era interessata ad accettare il probabile supporto di Mosca.

GUAI PER JAMES COMEY: L’EX DIRETTORE DELL’FBI POTREBBE AVER VIOLATO LA LEGGE CHE RIGUARDA LE INFORMAZIONI CLASSIFICATE.

I Memo di Comey rischiano di essere un pericoloso boomerang. Infatti potrebbe aver commesso lo stesso reato di cui accusava, quando era direttore dell’FBI, la allora candidata democratica Hillary Clinton: aver messo in pericolo la sicurezza nazionale.

Nella trascrizione dei Memo potrebbe aver utilizzato sistemi non protetti. I memo, in questo caso, contengono le trascrizioni dei suoi incontri avvenuti con il presidente Trump. Comey avrebbe in seguito fornito una copia dei documenti ad un suo amico avvocato con il compito di consegnarli alla stampa. L’intento, poi raggiunto, era quello di far scoppiare lo scandalo Russiagate e nominare un Procuratore Speciale. Comey, durante l’audizione dinanzi alla Commissione Intelligence del Senato, li ha definiti documenti personali che non contenevano nessuna informazione cliassificata. S

Di diverso avviso sono gli inquirenti. Infatti i memo potrebbero contenere informazioni top secret. Pure The Hill riferisce che più della metà dei memo di Comey contengono dati classificati.

Lo stesso Bureau ha definito i Memo Comey, dinanzi al Congresso, documenti governativi; Oltretuttto 4 dei 7 memo hanno delle redazioni ex post che li segnalano con informazioni classificate ai livelli di “segreto” o “confidenziale”.

Il Regolamento dell’FBI vieta a qualsiasi agente dell’agenzia di rilasciare al pubblico qualsiasi informazione classificata, info su indagini federali o su operazioni altamente sensibili, senza prima aver avuto una speciale autorizzazione scritta. Il permesso deve inoltre definire “documenti governativi” tutti i memo e qualsiasi appunto creato durante indagini o riunioni di lavoro. Ancora non è chiarissimo se la Policy comprenda pure i direttori dell’FBI; in questo caso Comey avrebbe violato la policy. Ora spetterà agli inquirenti del Congresso americano valutare il caso.

Ancora quattro quesiti sono da risolvere:

1)Dove sono stati scritti i Memo? Su quali computer o notepad non sicuri ed accessibili altri individui?

2)Dono sono stati conservati questi memo? In casa dell’ex direttore, nella sua valigetta o in un PC non protetto?

3)Tali memo sono stati mostrati a persone che non avevano le autorizzazioni necessarie di sicurezza per avere accesso ad informazioni classificate, visto che ne conteneva?

4)Quando è stato valutato che i memo avevano contenuti che rappresentavano informazioni classificate? Prima o dopo la condivisione fatta dall’ex direttore Comey con il suo amico?

Il Congresso e il Dipartimento della Giustizia dovranno risolvere questi dilemmi e dopo potrà intraprendere azioni legali contro l’ex direttore Comey, in caso di una sua possibile violazione della legge federale.

Email rilasciate da Donald Trump Jr sul suo account Twitter, riguardanti il meeting del 9 giugno 2016.

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