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Impeachment, procedura e precedenti: tutto quello che c’è da sapere

Nella foto: procedura di impeachment a Bill Clinton.

L’impeachment, o “messa in stato d’accusa”, è un istituto giuridico tramite cui si chiede la destituzione di un’alta carica pubblica, ritenuta colpevole di azioni illecite nell’esercizio delle proprie funzioni.

Istituto antico della tradizione inglese, la sua prima “apparizione” risale al 1376, anno in cui il Parlamento mise in stato d’accusa Edoardo III e la sua amante Alice Perrers per corruzione e incapacità.

La procedura di impeachment fu fortemente voluta da Benjamin Franklin, giacché si voleva trovare una soluzione per i casi in cui il Presidente o un’alta carica pubblica avesse abusato del proprio potere nell’esercizio delle sue funzioni. La Costituzione statunitense prevede tre casi in cui i funzionari federali possono essere coinvolti in una procedura di impeachment: tradimento, corruzione e “altri gravi crimini e misfatti.”

La procedura di impeachment parte dalla Camera dei Rappresentanti. Le accuse, infatti, devono essere approvate a maggioranza semplice dalla sua Commissione Giustizia. Dopo l’approvazione, la stessa può essere discussa e votata dalla Camera. Se questa dà il via libera alla procedura (voto a maggioranza semplice), entra in gioco il Senato.

Se a essere messa in stato d’accusa è un’alta carica diversa dal Presidente, presiede il Senato il VP degli Stati Uniti; se a essere messo sotto impeachment è il Presidente, la seduta sarà presieduta dal Presidente della Corte Suprema.

I senatori, in questo caso, hanno la funzioni di giudici. Ascoltano e giudicano le parti coinvolte. Per far sì che la richiesta passi, è necessario il voto dei due terzi dei senatori.

Nella storia statunitense, le procedure di impeachment sono state soltanto due: la prima coinvolse Andrew Johnson, Presidente dal 1865 al 1869, che subì l’impeachment per aver licenziato il suo Ministro della Guerra; la seconda fu nel 1998, contro Bill Clinton, per lo scandalo nato intorno alla relazione con Monica Lewinsky. Le accuse erano di spergiuro e ostacolo alla giustizia, avendo lui stesso negato la relazione durante un processo. In entrambi i casi, la procedura non fu approvata, anche se nel caso di Johnson non passò per un solo voto.

Un caso noto, che non finì sotto procedura di impeachment perché anticipato dalle dimissioni, fu il Watergate, che coinvolse Richard Nixon. L’ex Presidente, infatti, riuscì a evitare la procedura dimettendosi.

Anche nei confronti dell’ex Presidente George W. Bush fu presentata una richiesta di impeachment nel 2008, dal deputato democratico dell’Ohio Dennis Kucinich, con l’accusa di “altri gravi crimini e misfatti” in relazione alla guerra in Iraq. Questa richiesta svanì nel nulla, come spesso accade per molte altre richieste di impeachment presentate.

Per i democratici, al momento, esiste una sola speranza. Che gran parte del GOP decida di votare contro il Presidente che ha eletto meno di un anno fa. Dovrebbero essere, infatti, 23 i membri della Camera e 14 i membri del Senato a votare contro Donald Trump.

Sicuro, invece, è che questa sia solo la prima richiesta, visti i continui rumors che aleggiano intorno al Presidente.

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