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IL RICCO PIATTO DEGLI AEREI DA ATTACCO LEGGERO

La gara per il nuovo aereo da attacco leggero entra nel vivo con il primo pronunciamento del Senato.

L’esigenza dell’USAF di dotarsi di un velivolo da attacco e ricognizione a basso costo è nota, per questo è stato avviato nel 2009 un programma già noto come Light Attack/Armed Reconnaissance (LAAR) e poi come Light Air Support (LAS) o anche come OA-X.

La gara è stata da subito travagliata, inizialmente nel 2011 già si era arrivato ad escludere uno dei concorrenti, l’AT-6, e nel 2013 era già stato selezionato il finalista nella forma del Super Tucano, ma per motivi legali il contratto annunciato non ebbe mai seguito (anche se il Super Tucano comunque rimase selezionato dall’USAF come velivolo di cui dotare paesi alleati come l’Afghanistan).

La gara è quindi ricominciata da capo e se fino a qualche mese sembrava che la competizione per il nuovo aereo da attacco leggero per  affiancare F-16, F-35 e A-10 (ed in parte sostituire questi ultimi) dovesse essere collegata a quella per il nuovo trainer (a cui partecipa l’Italia con il T-100/M-346 di Leonardo) è stato deciso a maggio che riguarderà un velivolo totalmente diverso e già pronto per il ruolo.

La campagna di test è per ora è solo a livello sperimentale e non prevede ufficialmente un eventuale ordine alla fine della stessa. L’idea è quella di validare  il concetto di aereo da attacco e ricognizione leggero nell’ambito di una forza armata hi-tech, ma si parla di un possibile contratto di 200 macchine e già, notizia di questi giorni, la commissione per le forze armate del Senato ha autorizzato (autorizzazione che andrà confermata) una spesa per 1,2 miliardi per l’acquisizione delle prime macchine a partire dal prossimo FY.

L’idea è di avere almeno 200 macchine entro il 2022 e questo sarebbe il primo contratto di acquisizione.

Ad agosto sulla Holloman Air Force Base, New Mexico, verranno effettuati i primi test che serviranno a validare il concetto. I test oltre a prevedere una prima fase di test in patria ne vedrà una successiva in Medio Oriente per prendere parte ad operazioni reali.

Tre sono i concorrenti che hanno superato tutte le preselezioni:
Textron/Beechcraft AT-6, turboelica derivato dal T-6A già in uso come addestratore basico (a sua volta versione del PC-9 svizzero)
Sierra Nevada/Embraer A-29 Super Tucano, fortunato turboelica brasiliano che ha avuto larga diffusione, già fornito dagli Stati Uniti a paesi alleati come l’Afghanistan. Questo turboelica nasce specificatamente con il compito di attacco al suolo leggero
Textron/Cessna Scorpion, aereo a getto (quello in foto) di design completamente nuovo, creato da zero solo con l’uso di contributi privati ed attualmente in corso di sviluppo finale e prima commercializzazione.

I turboelica hanno costi di volo di circa mille dollari per ora, lo Scorpion ha costi superiori stimati in circa tremila dollari per ora ed un prezzo di circa 4/5 volte superiore ai suoi concorrenti (20 milioni contro 4/5), ma anche capacità più marcate.

Tra i tre velivoli quello in maggiore vantaggio -teoricamente- è il Super Tucano per via del fatto di essere già largamente combat proven (in Afghanistan, come in Colombia o Honduras) e anche per essere, come già detto, familiare agli addestratori e alla linea di volo statunitense avendone curato l’addestramento e la gestione per gli afghani ed i libanesi, ma la sua origine brasiliana potrebbe creare alcuni problemi in un mercato sempre piuttosto ostico per i prodotti di chiaro legame straniero; inoltre per motivi di immagine e capacità l’Air Force è difficile che ritorni ad un aereo ‘a elica’, preferendo un prodotto comunque più prestante e assimilabile ad un caccia da combattimento.

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A-29 Super Tucano forniti alla forza aerea afghana. Fonte: US Air Force

L’AT-6 ha il vantaggio della comunanza logistica con il T-6 Texan II e balzò agli onori delle cronache la versione T-6 per essere stato uno dei pochi programmi il cui costo scese in negativo nel 2007 tra il 25/50%, caso molto raro.

Il fatto che nel Kansas, sede degli stabilimenti di produzione dello Scorpion e del T-6, ci sia stata una netta affermazione elettorale di Trump potrebbe ulteriormente favorire la Textron con uno dei suoi due prodotti.

Al recente salone di Le Bourget, conclusosi il 25 giugno, i vari concorrenti non hanno ovviamente perso occasione per fare pubblicità ai loro prodotti; durante il Salone la Textron ha confermato di aver testato sullo Scorpion il cannone da 20mm, nonchè pod subalari con mitragliatrici da .50 e bombe Paveway III a guida laser, in futuro è stato confermato che saranno testate le bombe SDB-1  e 2, le MK-82 e le BDU-33. Scorpion che era presente in mostra statica e che ha fatto uno show aereo.

La forza aerea ed il CAS

Come è noto le alte gerarchie dell’USAF non ha mai amato gli A-10, così come in passato non ha mai amato tutti i velivoli lenti e dal basso contenuto tecnologico, ma i recenti conflitti in Afghanistan e Siria stanno in parte cambiando le cose.

Se l’A-29 Super Tucano, come già detto, è stato fornito alle forze aeree afghane, velivoli come il Cessna Grand Caravan (un velivolo da turismo) è stato fornito alle forze aeree irachene dopo aver apportato alcune modifiche che lo hanno reso in grado di trasportare missili Hellfire, velivoli che hanno dimostrato la loro validità in uno scenario senza minacce contraeree come quello iracheno.

Sempre nella lotta all’ISIS nelle file US sono riapparsi vecchie reliquie della guerra del Vietnam, gli OV-10 Bronco. Questi caratteristici aerei, aggiornati con tecnologie allo stato dell’arte, si sono rivelati utilissimi e con un costo orario molto contenuto. Gli stessi Bronco sono stati recentemente usati pure dalle Filippine durante i recenti scontri con cellule jihadiste.

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OV-10 Bronco durante la guerra del Vietnam. Fonte: USN – Official U.S. Navy photograph

Questo spostamento nel pensiero dell’USAF si è visto anche a gennaio 2017 quando il generale Dave Goldfein, capo di stato maggiore della forza aerea, si è detto a favore di un velivolo di questa tipologia, prontamente supportato dal senatore McCain che da sempre è uno dei maggiori sostenitori dell’esigenza di un velivolo da attacco leggero da impiegare negli scenari più permissivi così da non usurare e tenere disponibili per scenari più importanti i velivoli più pregiati.

Pur non avendo i costi stratosferici di molti programmi di punta aeronautici, come il futuro B-21, la gara per lo OA-X è molto golosa per le aziende in quante oltre al grosso ordine in ballo apre grosse prospettive nel settore export verso paesi con aeronautiche e risorse ridotte o come contratti FMS statunitensi a favore di alleati, ma al contempo l’adozione di un velivolo di questo tipo da parte di una forza aerea importante come l’USAF non è da escludere possa spingere anche altre forze aeree, in grado di mettere in campo velivoli di punta, a fare lo stesso pur con numeri ridotti.

Nell’immagine di copertina in primo piano il Textron Scorpion, in secondo l’AT-6. I due velivoli sono accompagnati da un bimotore leggero da trasporto dell’USAF. Fonte: Textron Air Land.

1 Trackback / Pingback

  1. Un concorrente a sorpresa nella gara per il nuovo OA-X – The American Post

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